La nuova moda dei benpensanti: risparmiare sulla democrazia!

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La nuova moda dei benpensanti: risparmiare sulla democrazia!

Category : Articoli

Ci troviamo in un contesto di svilimento delle istituzioni e non è un caso se questa campagna elettorale è, perlomeno a mia memoria, una delle più piatte e meno sentite dalla popolazione. Iniziata con il calciomercato dei candidati, la campagna si è in seguito occupata di gossip, mentre i grandi assenti sono i temi, con una progettualità che rasenta lo zero e tante illusioni vendute quasi fossero prodotti commerciali.

Non si tratta certo di una peculiarità ticinese, anzi il processo di delegittimazione della istituzioni democratico-borghesi lo si vede in tutti i paesi aderenti all’Unione Europea dove va di moda fare vuota retorica sulla politica che “costa troppo”, sulla diminuzione del numero di parlamentari, sul “si vota troppo di frequente”, sul fatto che i politici “litigano”, sul fatto che i partiti sono inutili, ecc. scordandosi che il sale della democrazia è proprio il “conflitto” dialettico fra valori e idee, che queste sono forgiate proprio grazie ai partiti e che quella sorta di unanimismo interclassista che si fa strada è la prima tappa verso un regime post-democratico basato sull’apatia, contornato da un clima mieloso di “volemose bene” in cui si teme quasi il confronto. E personalmente mi rendo conto che questa filosofia distruttiva e profondamente anti-democratica viene trasmessa ai giovani nelle scuole (quelle poche volte in cui la scuola smette di essere un mondo ovattato timoroso della società).

Di recente si è quasi condannato un deputato (era leghista, ma non importa) perché avrebbe presentato troppe interpellanze e mozioni. Non entro nel merito dei contenuti delle stesse (che spesso non ho condiviso), non è questo il punto: ma il lavoro di un parlamentare è proprio quello di interpellare il governo! Criticare il troppo attivismo dei politici perché “costa” in termini di funzionari incaricati di trovare le risposte, è rischiosissimo: è un primo passo verso la la messa in discussione della stessa democrazia rappresentativa e crea una mentalità di quasi assoluta collegialità fra legislativo ed esecutivo, ossia una prospettiva corporativa basata su un autocensura preventiva. Così ha deciso nella sessione di febbraio la maggioranza del Granconsiglio (contrario l’esponente MPS-PC) e di recente sono stato uno dei pochi che nel consiglio comunale di Bellinzona si è opposto a una mozione che voleva limitare il numero di interventi in discussione dei consiglieri… ma se in un parlamento si limita il dibattito che parlamento è?

Questi attacchi vengono rivolti oggi alla Lega, ma domani potrebbero essere rivolti anche contro la sinistra di opposizione (non certo quella che esiste solo per ripetere in salsa socialista quello che decidono i liberali), quindi quando leggo chi da sinistra si unisce al coro anti-leghista senza approfondire e capire la vera posta in gioco, mi rendo conto di quanti passi indietro la cultura del socialismo abbia fatto in questi anni e mi rinfranco nella convinzione che bisogna riscoprire la nostra identità di sinceri socialisti e comunisti riuniti nella lista MPS-PC.

 Massimiliano Ay, candidato al Granconsiglio per la lista 3 MPS-PC

 


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