Piano “Marshall” per il Ticino? Massimiliano Ay (PC) apre con riserva a Rocco Cattaneo (PLR)

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Piano “Marshall” per il Ticino? Massimiliano Ay (PC) apre con riserva a Rocco Cattaneo (PLR)

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Il presidente del PLR Rocco Cattaneo ha dichiarato che “se vogliamo che il Ticino torni a crescere e ad essere competitivo, il Governo dovrà mettere in campo nei prossimi 4 anni un Piano Marshall da 2 miliardi di franchi”. In pratica si tratterebbe di avanzare investimenti di vario genere e rilanciare così la nostra economia. E’ una questione centrale che non si può sprecare come boutade elettorale perché in questo contesto di crisi l’alternativa a un serio piano di investimenti è il sottosviluppo del Ticino con conseguentemente aumento dell’emigrazione dei nostri giovani in altri cantoni se non addirittura all’estero.

Sul finire di una campagna elettorale piatta, finalmente anche da parte borghese sentiamo un discorso sensato, che peraltro come Partito Comunista avevamo analizzato sugli ultimi numeri della rivista #politicanuova in cui ci siamo concentrati sulla politica economica e sul concetto di “alto valore aggiunto” di cui oggi tutti parlano a mo’ di slogan. L’alto valore aggiunto è per noi una produzione destandardizzata, centrata su di una manodopera altamente formata, la quale può permettere di produrre un bene considerabile un unicum sul mercato.

Per investire ci vogliono però i soldi. Il debito pubblico ticinese non è così pesante, come il PLR ci ha fatto credere, preventivo dopo preventivo, per giustificare i tagli. E ora ad ammetterlo è proprio Cattaneo: finalmente! Ad ogni modo concordo nel dire che lo Stato si può indebitare per favorire degli investimenti purché si orientino verso una cooperazione economica multilaterale in un contesto win-win, imperniata su:

1) Investimenti pubblici nella scuola e nella “Città Universitaria Ticino”

…per renderla davvero inclusiva e capace di valorizzare le giovani intelligenze di questo Cantone, e per dare vita ad un “Città universitaria-Ticino”, dotata di eccellenze nel campo della ricerca in campo industriale e connessa con una rete di aziende spin-off improntate all’innovazione di altissimo livello, sulla base di una programmazione diretta da parte dello Stato;

2) Progetti infrastrutturali ed economia di distretto

…come la fibbra ottica (purché non venga lasciata ai privati!), i trasporti pubblici e delle aree industriali apposite, per operare in contemporanea a tutela del territorio e affinché si possa dare vita ad una performante economia di distretto, valorizzando così le specificità e le potenzialità del Ticino;

3) Creare joint-ventures e rendere il nostro Cantone un hub tra sud e nord Europa.

Il Partito Comunista da tempo sta analizzando la questione della cooperazione internazionale con i paesi emergenti (molti dei quali vedono proprio i rispettivi partiti comunisti parte delle coalizioni di governo): mi riferisco soprattutto ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). È verso e da quei paesi che possiamo destinare investimenti, creando joint-ventures e rendendo il nostro Cantone un hub tra sud e nord Europa, anche per renderci più indipendenti dall’UE. Ciò in quanto, come dice bene Nicolas Fransioli (Partito Comunista) sull’ultimo numero di #politicanuova, «pur avendo conseguito uno sviluppo notevole negli ultimi decenni, i paesi emergenti risultano ancora deficitari sul piano dello sviluppo tecnologico. (…) Per i paesi a capitalismo avanzato, quindi, si presenta la possibilita di partecipare attivamente, attraverso la messa in rete delle posizioni d’avanguardia in fatto di know-how, a questo percorso (di emancipazione, ndr)».

Massimiliano Ay, candidato nr. 2 al Granconsiglio per la lista 3 MPS-PC


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