Category Archives: Ambiente e territorio

Estendere la gratuità dei trasporti pubblici in caso di superamento del limite di PM10

Il Dipartimento del Territorio (DT) ha dichiarato che da sabato scorso le concentrazioni medie giornaliere di PM10 registrate nel Luganese e nel Mendrisiotto avevano superato la soglia dei 100 µg/m3. Questo ha portato alla necessità di far capo all’art. 5 cpv. 2 del Decreto esecutivo concernente le misure d’urgenza in caso d’inquinamento atmosferico acuto, in pratica la restrizione del traffico motorizzato, applicato in data 31 gennaio 2017.
Oltre a ciò il DT ha ritenuto di dover introdurre, giusta l’art. 10 del medesimo Decreto esecutivo e come ulteriore misura per affrontare l’emergenza, la gratuità dei mezzi di trasporto pubblico sul territorio cantonale. Tale norma è oggi però possibile unicamente allorquando la situazione appare come estremamente grave, quasi fuori controllo, cioè quando il governo vieta la circolazione di automobili e furgoni diesel EURO3 e inferiori.
Con la presente mozione si propone che la misura inerente la gratuità dei trasporti pubblici – che necessita di un debito preavviso e di una informazione capillare – assuma carattere obbligatorio già ogni qualvolta il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico indichi il raggiungimento di valori superiori a quelli limite consentiti, tali cioè da mettere in pericolo la salute della popolazione e l’ambiente, senza attendere dunque che scatti il divieto di circolazione dei modelli di vettura descritti all’art. 2 lett. c) cifra 3 del citato Decreto esecutivo.

Massimiliano Ay, deputato in Granconsiglio per il Partito Comunista


La priorità è foraggiare l’inceneritore dei rifiuti?

L’art. 10 della Legge concernente l’istituzione dell’Azienda Cantonale dei Rifiuti prevede che i membri del relativo Consiglio d’amministrazione vengano nominati dal Gran Consiglio su proposta del Consiglio di Stato per un periodo di quattro anni. Durante l’ultima sua seduta, a fine settembre, il parlamento ticinese ha quindi proceduto alla nomina di tre nuovi membri di tale organo e la riconferma di due uscenti, fra cui il Consigliere di Stato leghista Claudio Zali.

Non è mia intenzione dilungarmi in questa mia breve nota sulla politica di gestione dei rifiuti del nostro Cantone, tuttavia mi sia permesso di riflettere su un aspetto: quello del cosiddetto “termovalorizzatore”. Un bel nome per mascherare quello che è l’inceneritore dei rifiuti di Giubiasco. Francesco Vitali, attualmente candidato al Consiglio Nazionale del Partito Comunista – in un suo articolo intitolato “Riconfigurare la gestione dei rifiuti nell’ottica di uno scenario sostenibile e moderno”, pubblicato sulla rivista di approfondimento #politicanuova (Nr. 6, aprile 2015) – ha spiegato la necessità di potenziare le prerogative dell’Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR) affidandole l’intera gestione del sistema cantonale di raccolta dei rifiuti, al fine di intraprendere con coraggio – così Francesco Vitali – “una scelta reale e sostanziale circa la promozione del riciclaggio e l’esclusione progressiva della combustione”. Ampia fetta della classe politica ticinese ha deciso invece di puntare proprio sul foraggiamento dell’inceneritore di Giubiasco Baragge, a scapito evidentemente del riciclaggio.

E proprio qui occorrerebbe iniziare a riconoscere concretamente un pluralismo democratico anche all’interno dell’ACR. Esiste dal 2008, ad esempio, l’Osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti (Okkio): non sarebbe il caso di iniziare a mettere a disposizione a chi da sempre nella società civile si è mostrato critico verso la costruzione dell’inceneritore e che da anni con impegno ne tiene d’occhio l’attività in fatto di polveri fini quegli spazi necessari per avere voce in capitolo sulla gestione non solo della politica cantonale in materia, ma anche della sua azienda pubblica?


Trasporti pubblici gratuiti? Oggi possono essere realtà!

Nel comune di Aubagne (Francia) il sindaco è Daniel Fontaine, esponente del Partito Comunista Francese (PCF) e dal 2009 i trasporti pubblici cittadini sono gratuiti. Chissà cosa ne pensano quei deputati socialisti nostrani che nel 2012, capitanati dall’allora relatore commissionale Manuele Bertoli, in Granconsiglio bocciarono un’idea simile bollandola come “privilegio giovanilista”?

L’obiettivo con cui la sperimentazione di Aubagne era partita, era quello di migliorare la situazione dell’inquinamento da carburanti fossili e di garantire l’uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini nell’ambito del diritto alla mobilità. In questi anni il numero di viaggi è passato da 1,9 a 4,7 milioni e ogni giorno sono stati risparmiati 1’200 tragitti privati in auto. Esperimento superato, insomma, e anche brillantemente.

Ma come si finanzia questo servizio alla collettività? Ogni azienda con alle proprie dipendenze oltre nove salariati versa un contributo fiscale dell’1,8% che porta 2,2 milioni d’euro all’anno nelle casse comunali. Tale contributo permette di coprire in modo più che sufficiente la perdita dovuta dalla mancanza di un biglietto del tram. E per le aziende è comunque vantaggioso.

In Ticino questa rivendicazioni è ormai storica e proviene dal movimento studentesco nonché dal movimento giovanile del Partito Comunista. Non a caso l’unico programma elettorale che ne parla esplicitamente ancora oggi è proprio quello presentato dalla lista 3 MPS-PC per la quale mi candido. Insomma niente di utopico, ma qualcosa di assolutamente e pragmaticamente realizzabile: basta avere la volontà politica di farlo da un lato, ma anche il coraggio di prendere i soldi laddove ci sono (e qui forse in Ticino vi sono ancora troppi tabù di masoniana memoria).

Massimiliano Ay, candidato al Gran Consiglio per la lista MPS-PC


Trasporti pubblici gratuiti. Il PS si ricorderà di votare a sinistra?

Il Granconsiglio ticinese tornerà a chinarsi sul tema dei trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione. Si tratta di una rivendicazione storica del movimento studentesco del nostro Cantone: fu infatti alla base della piattaforma con cui i liceali nel 2003 scesero in sciopero. Negli anni successivi, regolarmente, il tema è poi tornato alla ribalta sia in Granconsiglio, sia sul territorio con numerose petizioni della Gioventù Comunista.

L’ultima volta che se ne discusse a livello istituzionale fu nel 2012. E in mancanza dei voti “socialisti” la proposta andò a farsi benedire! Il 15 marzo di quell’anno sul sito del Partito Socialista, nella rubrica (mica tanto satirica) del “Folletto rosso”, infatti, si affermava che i trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione (allora fino a 25 anni) proposti dalla Lega dei Ticinesi (su un’idea che era in realtà dei comunisti) sarebbero nientemeno che un “privilegio” di tipo giovanilista. L’allora presidente del PS, Manuele Bertoli, ne fu addirittura relatore per la Commissione della Gestione incaricata di analizzare il dossier. Il PS andava così esplicitamente contro non tanto alla Lega, quanto piuttosto al Partito Comunista e agli ecologisti (e agli stessi giovani socialisti).

Altro che “privilegio”! La proposta di istituire dei trasporti pubblici gratuiti (in questa nuova variante limitata fino ai 18 anni di età) va accolta perché non si tratta solo di favorire i giovani (che molto spesso si trovano peraltro in una situazione di precarietà occupazionale e finanziaria), ma avrebbe una forma di salario indiretto e consisterebbe in un aiuto concreto alle famiglie delle classi popolari, le quali non passa anno che devono pagare i continui aumenti degli abbonamenti di bus e treni. Insomma, speriamo che il PS questa volta non fallisca clamorosamente nell’analisi e non veda privilegi dove invece ci stanno i diritti.

Poco importa se la proposta odierna ha la paternità della Lega: da comunista io bado alla sostanza delle cose. La richiesta di trasporti pubblici gratuiti, proveniente dagli studenti in lotta e dai giovani comunisti, consiste in un importante paracadute sociale, oltre che a un incentivo a favore dell’ambiente. Certamente lo vorremmo esteso anche ad altre fasce di popolazione, come gli anziani che percepiscono la complementare AVS, perlomeno con una calmierazione dei prezzi, tuttavia come primo passo non va sottovalutato.

E che dire in conclusione? Auguriamoci che questa volta il PS non sbagli di nuovo voto e la sinistra resti unita almeno su questi diritti sociali da conquistare.

Massimiliano Ay, candidato al Consiglio di Stato e al Granconsiglio per la lista MPS-PC