Monthly Archives: Aprile 2015

Trasporti pubblici gratuiti? Oggi possono essere realtà!

Nel comune di Aubagne (Francia) il sindaco è Daniel Fontaine, esponente del Partito Comunista Francese (PCF) e dal 2009 i trasporti pubblici cittadini sono gratuiti. Chissà cosa ne pensano quei deputati socialisti nostrani che nel 2012, capitanati dall’allora relatore commissionale Manuele Bertoli, in Granconsiglio bocciarono un’idea simile bollandola come “privilegio giovanilista”?

L’obiettivo con cui la sperimentazione di Aubagne era partita, era quello di migliorare la situazione dell’inquinamento da carburanti fossili e di garantire l’uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini nell’ambito del diritto alla mobilità. In questi anni il numero di viaggi è passato da 1,9 a 4,7 milioni e ogni giorno sono stati risparmiati 1’200 tragitti privati in auto. Esperimento superato, insomma, e anche brillantemente.

Ma come si finanzia questo servizio alla collettività? Ogni azienda con alle proprie dipendenze oltre nove salariati versa un contributo fiscale dell’1,8% che porta 2,2 milioni d’euro all’anno nelle casse comunali. Tale contributo permette di coprire in modo più che sufficiente la perdita dovuta dalla mancanza di un biglietto del tram. E per le aziende è comunque vantaggioso.

In Ticino questa rivendicazioni è ormai storica e proviene dal movimento studentesco nonché dal movimento giovanile del Partito Comunista. Non a caso l’unico programma elettorale che ne parla esplicitamente ancora oggi è proprio quello presentato dalla lista 3 MPS-PC per la quale mi candido. Insomma niente di utopico, ma qualcosa di assolutamente e pragmaticamente realizzabile: basta avere la volontà politica di farlo da un lato, ma anche il coraggio di prendere i soldi laddove ci sono (e qui forse in Ticino vi sono ancora troppi tabù di masoniana memoria).

Massimiliano Ay, candidato al Gran Consiglio per la lista MPS-PC


L’euroscetticismo è un tema che non va regalato a Verdi, UDC e Lega!

Category : Articoli , Internazionale

Discorso di Massimiliano Ay (Partito Comunista) alla “ManiFesta” del 28 marzo 2015 contro l’adesione strisciante all’Unione Europea!

Cosmopolitismo non è internazionalismo!

Vi porto il saluto mio personale e del Partito Comunista. Molti di voi si chiederanno che cosa ci fa un partito di sinistra, uno che, come me, si definisce ancora internazionalista, qui oggi in questa piazza con la bandiera del Ticino davanti. La domanda è legittima perché la sinistra maggioritaria per anni ha voluto far credere che essere europeisti equivalesse ad essere socialisti o comunisti, il che è falso. Anzitutto essere internazionalisti significa riconoscere la sovranità e l’autodeterminazione delle nazioni, la loro cultura e le loro tradizioni, e questo lo diceva il leader comunista Vladimir Lenin. Il resto si chiama cosmopolitismo ed è un’ideologia borghese trapiantata nella socialdemocrazia, ma che è estranea al movimento operaio.

L’UE è un insulto al socialismo!

Pochi anni fa l’ex-presidente del Partito Socialista Svizzero Hans Jürg Fehr definiva l’Unione Europea “un progetto socialista”. E’ una sciocchezza colossale, un insulto ai tanti socialisti onesti di un tempo e ai lavoratori. L’UE di socialista oggi non ha niente: è l’UE delle banche, è l’UE della precarietà e della deregolamentazione del mercato del lavoro, è l’UE dell’austerità con cui si taglia a destra e a manca sul sociale e sulla scuola, è l’UE che promuove attivamente il neo-colonialismo economico con le sue multinazionali, ma è anche l’UE della guerra (ad esempio in Libia, un paese che era laico e controllava i flussi migratori) e dei colpi di stato (come in Ucraina, per costringere a rompere le relazioni con la Russia) e per di più al servizio degli Stati Uniti, i gendarmi del mondo. Tutto questo non è di sinistra, è semmai un insulto al socialismo!

Il disastro greco

Guardiamo alla Grecia: prima dell’attuale governo formato da comunisti e patrioti, la Banca Centrale Europea aveva imposto un governo che non era stato eletto da nessuno: era stato imposto dai poteri forti di Bruxelles, bypassando non solo il popolo, ma l’indipendenza stessa dello Stato. Un paese senza sovranità popolare è una nazione in cui – al di là delle quisquiglie di forma – non vi sono in realtà vere istituzioni democratiche. Il commissariamento della Grecia non aveva solo portato alla perdita della sovranità, ma ha distrutto – in men che non si dica – quarant’anni di conquiste sociali ottenute spesso a caro prezzo da generazioni di lavoratori che oggi, organizzati dal sindacato PAME, dai comunisti del KKE e di SYRIZA, cercano di resistere con dignità e combattività a quella che viene definita come una vera e propria dittatura del capitalismo globalizzato. Lo sapevate che Bruxelles, durante gli scioperi in Grecia, aveva messo in moto le truppe della “EuroGendFor”, la famigerata Gendarmeria Europea? Le truppe si trovavano nascoste in una base militare nella città greca di Larissa, pronte a intervenire contro i cittadini rivoltosi. E questo la dovremmo chiamare integrazione europea e democrazia?

La nostra valuta non si tocca!

Come Partito Comunista abbiamo rifiutato – quasi isolati a sinistra – al cambio fisso franco-euro: vincolare la nostra moneta alla valuta europea è stata una decisione pericolosissima che poteva far sprofondare il franco. E per lo stesso motivo abbiamo sostenuto l’iniziativa che veniva dalla destra, ma che era giusta, inerente le riserve auree della Banca Nazionale: svendere l’oro agli Stati Uniti è una vergogna!

Finalmente fuori dal Partito della Sinistra Europea!

Oggi noi ribadiamo il nostro NO all’adesione, vera o strisciante che sia, del nostro Paese all’Unione Europea imperialista e guerrafondaia. E per far questo sono fiero di comunicarvi che il Partito Comunista non fa più parte del Partito della Sinistra Europea (SE), perché siamo un partito comunista indipendente, amico di tutti i popoli del mondo, ma ancorato alla nostra realtà per una Svizzera che sia neutrale, sociale e sappia cooperare con tutti i paesi, ma rifiutando le pratiche imperialiste e neo-colonialiste.

Il 9 febbraio continuiamo a ritenerlo un errore!

Noi il 9 febbraio non abbiamo votato come ha fatto la maggior parte di voi: a noi non piaceva unire le questioni dei frontalieri con le questioni dei migranti economici, con le questioni dei ricongiungimenti familiari e di chi scappa da contesti fragili e da aree di crisi. E lo dico chiaramente anche oggi: quell’iniziativa a noi continua a non piacere! Il Consiglio federale si deve assumere la piena responsabilità politica di quel 9 febbraio. La subalternità del nostro governo nei confronti dell’imperialismo europeo e nel contempo la sua totale incapacità di affrontare i problemi sociali nelle zone di frontiera, così come spesso da noi indicato, è la causa di questa situazione. Bisogna introdurre al più presto i salari minimi per frenare il dumping, aumentare drasticamente il numero degli ispettori del lavoro, impedire le delocalizzazioni di siti produttivi nazionali e fermare la liberalizzazione del mercato del lavoro, nonché imporre in modo vincolante al padronato contratti collettivi di lavoro generalizzati. Nel contempo occorre riconvertire la nostra economia verso settori ad altissimo valore aggiunto. Chi oggi dice che bisognare rivotare per sbloccare la situazione creata il 9 febbraio sbaglia, e sbaglia gravemente! Rivotare significherebbe provocare e aizzare il malcontento. Il Partito Comunista dice invece di accettare che il popolo svizzero ha voluto dire basta ai diktat di Bruxelles, e di approfittarne.

Apriamoci alla cooperazione con i paesi emergenti

La Svizzera non può chiudersi a riccio, non siamo autarchici, lo sappiamo: occorre favorire ora nel modo più esplicito possibile la cooperazione internazionale di tipo win-win: Berna si apra quindi a partnership strategiche con i paesi emergenti, con i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) cercando di limitare i danni economici con l’UE. La soluzione non è insomma la chiusura, ma lo sviluppo di relazioni di cooperazione nel contesto del multipolarismo che rifiutino le prassi neo-coloniali e che rispettino l’indipendenza dei popoli e i diritti dei lavoratori. La Svizzera lo può fare: ha un buon know how, ha una buona industria di punta, ha delle infrastrutture adeguate, ed è neutrale. Tanti paesi, meno arroganti di UE e USA, sarebbero disposti a costruire con noi un mondo mutipolare. Aprofittiamone! No quindi all’imperialismo europeo! No alla globalizzazione del capitale! Grazie a tutti per l’attenzione.

Massimiliano Ay, candidato al Granconsiglio per la lista 3 MPS-PC


Piano “Marshall” per il Ticino? Massimiliano Ay (PC) apre con riserva a Rocco Cattaneo (PLR)

Il presidente del PLR Rocco Cattaneo ha dichiarato che “se vogliamo che il Ticino torni a crescere e ad essere competitivo, il Governo dovrà mettere in campo nei prossimi 4 anni un Piano Marshall da 2 miliardi di franchi”. In pratica si tratterebbe di avanzare investimenti di vario genere e rilanciare così la nostra economia. E’ una questione centrale che non si può sprecare come boutade elettorale perché in questo contesto di crisi l’alternativa a un serio piano di investimenti è il sottosviluppo del Ticino con conseguentemente aumento dell’emigrazione dei nostri giovani in altri cantoni se non addirittura all’estero.

Sul finire di una campagna elettorale piatta, finalmente anche da parte borghese sentiamo un discorso sensato, che peraltro come Partito Comunista avevamo analizzato sugli ultimi numeri della rivista #politicanuova in cui ci siamo concentrati sulla politica economica e sul concetto di “alto valore aggiunto” di cui oggi tutti parlano a mo’ di slogan. L’alto valore aggiunto è per noi una produzione destandardizzata, centrata su di una manodopera altamente formata, la quale può permettere di produrre un bene considerabile un unicum sul mercato.

Per investire ci vogliono però i soldi. Il debito pubblico ticinese non è così pesante, come il PLR ci ha fatto credere, preventivo dopo preventivo, per giustificare i tagli. E ora ad ammetterlo è proprio Cattaneo: finalmente! Ad ogni modo concordo nel dire che lo Stato si può indebitare per favorire degli investimenti purché si orientino verso una cooperazione economica multilaterale in un contesto win-win, imperniata su:

1) Investimenti pubblici nella scuola e nella “Città Universitaria Ticino”

…per renderla davvero inclusiva e capace di valorizzare le giovani intelligenze di questo Cantone, e per dare vita ad un “Città universitaria-Ticino”, dotata di eccellenze nel campo della ricerca in campo industriale e connessa con una rete di aziende spin-off improntate all’innovazione di altissimo livello, sulla base di una programmazione diretta da parte dello Stato;

2) Progetti infrastrutturali ed economia di distretto

…come la fibbra ottica (purché non venga lasciata ai privati!), i trasporti pubblici e delle aree industriali apposite, per operare in contemporanea a tutela del territorio e affinché si possa dare vita ad una performante economia di distretto, valorizzando così le specificità e le potenzialità del Ticino;

3) Creare joint-ventures e rendere il nostro Cantone un hub tra sud e nord Europa.

Il Partito Comunista da tempo sta analizzando la questione della cooperazione internazionale con i paesi emergenti (molti dei quali vedono proprio i rispettivi partiti comunisti parte delle coalizioni di governo): mi riferisco soprattutto ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). È verso e da quei paesi che possiamo destinare investimenti, creando joint-ventures e rendendo il nostro Cantone un hub tra sud e nord Europa, anche per renderci più indipendenti dall’UE. Ciò in quanto, come dice bene Nicolas Fransioli (Partito Comunista) sull’ultimo numero di #politicanuova, «pur avendo conseguito uno sviluppo notevole negli ultimi decenni, i paesi emergenti risultano ancora deficitari sul piano dello sviluppo tecnologico. (…) Per i paesi a capitalismo avanzato, quindi, si presenta la possibilita di partecipare attivamente, attraverso la messa in rete delle posizioni d’avanguardia in fatto di know-how, a questo percorso (di emancipazione, ndr)».

Massimiliano Ay, candidato nr. 2 al Granconsiglio per la lista 3 MPS-PC